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La filiera del pomodoro


Scarti Energia e Ambiente

Tra le principali filiere dei menù della ristorazione istituzionale si riporta l’esempio dell’analisi dei consumi di energia primaria non rinnovabile nella filiera del pomodoro, preso come caso rappresentativo della categoria di ortaggi freschi non congelabili.
Sono mostrati di seguito i risultati sintetici delle valutazioni compiute sui principali passaggi coinvolti nella produzione, quali:

• la produzione in campo,
• il trasporto all’ ingrosso,
• il trasporto al centro cottura.


Mappatura dei consumi di energia primaria per la produzione di 1 kg di pomodori da agricoltura convenzionale.
FCE
Infine, l’efficienza energetica della filiera, espressa come consumo di energia primaria non rinnovabile, è stata valutata nei seguenti 4 scenari basati su modifiche del sistema agronomico (es. da convenzionale a biologico) o nella distanza tra i centri di approvvigionamento ed utilizzo:

  • Scenario 1: Produzione biologica, in sostituzione del sistema convenzionale, ma dislocazione dei passaggi di filiera invariata,
  • Scenario 2: Produzione convenzionale locale, con sistema agronomico invariato ma rimodulazione della dislocazione dei passaggi di filiera entro un raggio massimo di 25 km,
  • Scenario 3: Produzione biologica locale, con la sostituzione del sistema convenzionale con quello biologico e la rimodulazione della dislocazione dei passaggi di filiera entro un raggio massimo di 25 km.


Confronto tra l’energia primaria non rinnovabile sottesa dalla filiera del pomodoro nello scenario attuale e nei diversi scenari oggetto di analisi
FCE
Come suggerito dai risultati, lo spostamento dei bacini di approvvigionamento negli areali di produzione locali, comporterebbe una notevole riduzione dell’energia consumata, nell’ordine dell’80-85%, rispettivamente con sistema convenzionale e biologico, mentre il solo passaggio ad un’agricoltura biologica, in sostituzione delle pratiche agronomiche convenzionali, implicherebbe una riduzione del 6%.
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