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Un territorio di progetti: la carta delle progettualità


Affondando lo sguardo nella realtà lombarda e seguendo i limiti dei bacini idrografici principali, per raccontare la Bioregione Lombarda potrà risultare interessante rappresentare una carta che riporti le diverse e numerose progettualità dell’area: una fotografia dinamica e temporanea, ovviamente incompleta e aggiornabile all’infinito, che disegna relazioni, flussi, ambiti, convergenze e complessità. Si potrà parlare quindi di territorio inteso nel suo concetto più ampio, ovvero di entità spaziale e geografia di relazioni economiche e sociali (Gottmann, 1975). La figura che ne esce rappresenta una potenzialità intenzionale del territorio, tesa al riequilibrio uomo-ambiente: parchi agricoli, parchi fluviali, reti connettive, progetti di paesaggio, pratiche di iniziativa locale ecc; una complessità di insediamenti e relazioni tesa ad una sostenibilità fortemente collocata in una dimensione geografica degli spazi aperti. L’immagine che ne risulta può rappresentare una prima lettura concreta della Bioregione. Cercando di scomporre tale figura per andare a identificarne i meccanismi costituenti, si può arrivare ad una rilettura delle intenzionalità progettuali alla base di geografie territoriali precise.

attivita primo anno (figure 1 e 2)

A) Gli interventi progettuali diffusi. Si identificano in tale categoria azioni che, se pur con la medesima intenzione progettuale, hanno una diffusione frammentata e talvolta discontinua (2), realizzando figure a macchia di leopardo, dai confini complessi, frastagliati e disomogenei (1). Si tratta di azioni che entrano nel tessuto urbano e per cui, specialmente a micro scala, è necessario avvicinarsi per comprenderne le relazioni con altri oggetti e funzioni.

(figure 3 e 4) attivita primo anno attivita primo anno

B) Gli interventi progettuali puntuali. In questa categoria si individuano le azioni concentrate, che realizzano figure areali semplici, omogenee e con un raggio d’influenza ben definito (3). Si tratta di interventi puntuali, in aree territoriali precise e ritagliate dal tessuto urbano (4), su cui vengono attivati singoli dispositivi di tutela o rivitalizzazione, con lo scopo di innescare meccanismi virtuosi di attenzione, disvelamento o valorizzazione.

attivita primo anno (figura 5)

C) Gli interventi progettuali lineari. Si tratta di azioni di tutela su elementi naturali, che realizzano spessori e aree di rispetto a elementi continui, di lunghezza più o meno estesa.

Ciascuna delle figure che si sono ottenute porta con sè diversi significati e contenuti e rappresenta primi passi, in corso o compiute, di potenzialità e utopie rese in parte concrete. Ed è in questo carattere potenziale che, a partire dall’osservazione di queste mappature, si possono rilanciare alcune domande: in che modo e in che misura gli episodi di progettualità agganciano la città come relazioni alla ricerca della bioregione? Le forme in cui occupano il suolo ne suggeriscono di nuove e complementari? I confini di tale forme progettuali sono gli stessi dell’ambito effettivo dei meccanismi innescati?
Nella prospettiva di fornire una risposta a queste ed altre domande, il percorso teorico del bioregionalismo viene in aiuto come guida alla lettura di una sottesa geografia di relazioni. Secondo quest’ottica, gli spazi rappresentano entità che si costituiscono attraverso una dimensione relazionale (di natura sociale, politica, economica e culturale). Pratiche di modificazione, forme di regolamentazione, politiche di governo, gesti ed usi, immaginari urbani e rurali concorrono, in forma plurale, alla generazione di spazi che sono il prodotto di questa molteplicità (Cognetti, Conti, Fedeli, 2014). In tale prospettiva, riusciamo a rileggere queste figure come punti nevralgici in cui accade qualcosa localmente ma con un riverbero su scala maggiore, dispositivi di natura relazionale che innescano meccanismi a catena e potenzialmente sempre più estendibili e completabili. Se il bioregionalismo vuole far riaffiorare e svelare tessuti nascosti del locale, questa mappatura riesce ad andare incontro a tale esigenza, regalando fotografie che si pongono contemporaneamente sia strumenti che prodotti. É quindi attraverso questa lente, Bioregionale ma anche Sostenibile (“agire localmente pensando globalmente”), che possiamo rileggere spazi, azioni e relazioni come nodi di una rete e con un unico linguaggio, il quale incrocia ed integra formale e informale, urbano e rurale, locale e sovralocale.
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