Copyright (C) 2016. www.Bioregione.eu - Last Update: 06.05.2016

Progetto Bioregione: Le premesse


La necessità di trovare soluzioni sistemiche e nuovi modelli di filiera per ridare vitalità e flessibilità al settore agroalimentare e diminuirne la dipendenza da fattori esogeni.

progetto Bioregione Negli ultimi anni, l’interesse per le diverse connotazioni della qualità del cibo e per le sue relazioni con tutte le componenti della vita umana e degli habitat è aumentato in modo significativo. Questo interesse si manifesta nei confronti di temi complessi e interconnessi come la salute alimentare, la qualificazione e la riconoscibilità dei prodotti agricoli, il miglioramento delle prestazioni ambientali dell’agricoltura, la cura per il territorio, la coesione sociale, la riconnessione dei rapporti tra centri urbani e campagna, l’educazione alimentare, l’uso razionale delle risorse energetiche e altro ancora.
D’altro canto però, a fronte della riconosciuta rilevanza primaria dell'universo agroalimentare, il mondo agricolo vive una fase di forte difficoltà, che richiede il ripensamento di alcuni dei suoi principali fattori costitutivi per trovare delle soluzioni sistemiche che invertano la tendenza di questa crisi strutturale dalle molteplici ricadute negative.
A causa di una pluralità di fattori (es. la globalizzazione e la struttura dei mercati, il cambio generazionale tra gli agricoltori, gli impatti della logistica e della grande distribuzione, l’impatto dei sistemi insediativi, il cambiamento delle abitudini alimentari, etc.), infatti, la sopravvivenza di interi comparti produttivi o la vitalità dell’agricoltura in alcune aree è messa in discussione, minando il ruolo storicamente ricoperto dall’agricoltura nel mantenimento del territorio, e dell’ambiente e della società ad esso connessi.
In questo contesto, si sta evidenziando progressivamente la necessità di maturare nuove modalità di funzionamento per rispondere ai nodi strutturali del mondo agricolo, riducendo la dipendenza dai fattori esogeni (es. aiuti PAC, andamento dei mercati internazionali, etc.), ed aumentando l’autosostenibilità, con una crescente valorizzazione dell’aspetto territoriale di un prodotto.
Negli ultimi anni in Italia si è diffuso il concetto di filiera corta per identificare modalità di relazione tra produttori e consumatori radicate sul territorio. Nella realtà dei fatti però, la filiera corta è tendenzialmente legata all’idea di vendita diretta nella forma dello spaccio aziendale, del piccolo mercato locale o di attività simili. Si tratta di iniziative lodevoli e da sostenere nell'ottica di favorire una maggiore differenziazione delle risposte di mercato ai diversi contesti territoriali, ma la dimensione e la rilevanza delle problematiche sopracitate richiede un approccio maggiormente articolato e complesso.
Lo studio di molte esperienze condotte in Europa evidenzia come un approccio sistemico, inteso come un insieme di azioni fra loro interconnesse, che vengono promosse in modo concertato e partecipato da attori diversi, impiegando risorse differenti (es. di tipo economico, finanziario, di consenso, tecnologico, programmatorio, etc.), si dimostri utile allo sviluppo di mercati locali.
L’insieme di queste azioni consente di dare forma a sistemi agroalimentari territoriali in grado di autosostenersi sul piano economico e di generare effetti positivi di carattere sistemico, ed entro i quali le diverse forme di vendita diretta diventano tasselli di un mosaico più complesso.
BIOREGIONE affronta questo complesso ambito di ricerca-azione, con un approccio sistemico, interdisciplinare, partecipativo, chiamando al tavolo della progettazione, ricerca e sviluppo non solo gli enti universitari, ma anche tutti coloro che, presenti attivamente nel sistema agro-alimentare di un ampio territorio, potevano fornire un contributo originale.
BIOREGIONE mira a fornire dunque gli strumenti per attivare e mantenere una nuova rete di connessione fra domanda e offerta, campagna e città, ottimizzando i flussi, con la riduzione degli scarti alimentari e dei consumi di energia, e prefigurando per la regione Lombardia nuove soluzioni di accordi di filiera basati sulla presenza di produzioni locali di qualità e sistemi di ristorazione collettiva.
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